I divieti di fumare proteggono efficacemente i non fumatori dalle cardiopatie. Secondo un nuovo studio condotto negli USA, i divieti di fumare riducono significativamente il rischio per i fumatori passivi.
«I risultati sono inequivocabili», afferma Thomas Frieden, direttore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie negli USA. «I divieti di fumare non danneggiano l’azienda, ma impediscono che i non fumatori siano colpiti da infarto cardiaco». Lo studio, presentato ieri dall’Istituto di Medicina (IOM), un ente statunitense indipendente, scatenerà ora la controversia sui divieti di fumare.
Secondo la responsabile della ricerca, Lynn Goldman, una specialista sanitaria dell’Università Johns-Hopkins, i fumatori passivi sono esposti a un rischio molto elevato, che statisticamente corrisponde alla medesima probabilità di contrarre una malattia cardiaca che ha un fumatore che fuma fino a nove sigarette al giorno. «Non vi è dubbio che i divieti di fumare abbiano un effetto positivo», sostiene la dott.ssa Goldman sostiene.
Dal rapporto IOM emergono prove «schiaccianti» del fatto che già meno di un’ora di fumo passivo al giorno potrebbe provocare un infarto cardiaco a un paziente a rischio. Lo studio si basa su indagini condotte negli USA, in Canada, in Gran Bretagna e in Italia. In seguito a un divieto di fumare, dunque, il numero di infarti cardiaci si riduce sensibilmente: gli esiti dell’indagine indicano che una diminuzione c’è sempre ed è compresa tra il 6 e il 47%.
Fonte: 20 Minuten

